Seminari e conferenze

Il 2020 dovrà essere considerato l’ANNOZERO della tassa di soggiorno, tenuto conto che i bilanci dei Comuni Italiani saranno deficitari della stessa, ma saranno comunque approvati, a dimostrazione che la tassa di soggiorno può e deve essere destinata ai servizi turistici in senso lato e non destinata a coprire altri capitoli di bilancio degli enti pubblici.
La Tassa di soggiorno, istituita con il D.Lgs n. 23/2011, è stata reintrodotta in Italia dall’anno 2012 senza un regolamento che fissasse i principi generali per l’applicazione dell’imposta: questo ha comportato una mancata uniformità attuativa su tutto il territorio nazionale.
L’area di destinazione dei proventi dell’imposta di soggiorno è risultata conseguentemente generica e suscettibile di interpretazione estensiva, tanto in relazione ai beni culturali ed ambientali quanto in relazione ai relativi servizi pubblici locali, per i quali sarebbe stato quanto meno opportuno esplicitare che si avesse riguardo ai servizi destinati al turismo.
Affinché l’imposta diventi una vera tassa di scopo è necessaria  una nuova partenership pubblico-privato che preveda l’emanazione di un regolamento univoco, per tutti i Comuni Italiani,  all’interno del quale dovrà essere prevista la destinazione dell’imposta di soggiorno.

I dati statistici a supporto dell’intervento sono a cura del Centro Studi di AZIONE.