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Mondobalneare.com - Al summit sul turismo costiero, tenutosi per la quarta edizione a Jesolo, le amministrazioni comunali chiedono al governo di riconoscere la loro particolare condizione di "città fisarmonica"

JESOLO – Il G20 Spiagge lancia la proposta di legge per istituire lo status di “città balneare”. Al summit dedicato al turismo balneare, tenutosi l’1 e 2 settembre a Jesolo per la quarta edizione, i sindaci delle più importanti località turistiche costiere italiane hanno elaborato insieme a esperti, docenti universitari e rappresentanti delle associazioni di categoria un documento che raccoglie tutti i problemi del settore e le possibili soluzioni, oltre che approvare la bozza di una proposta di legge affinché il governo italiano riconosca ufficialmente la condizione particolare di queste località. Il principale elemento in comune tra tutte è infatti il macroscopico divario che si crea tra il numero di residenti e il numero di presenze turistiche in un periodo molto ristretto dell’anno, che determina il cosiddetto “effetto fisarmonica”. 

La proposta di legge sullo status di città balneare
La proposta di legge sullo status di città balneare è stata redatta dallo studio legale BM&A e dal Dipartimento di economia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, con la supervisione e il coordinamento del responsabile scientifico del G20s Adriana Miotto. Il testo si sviluppa a partire dai dati raccolti nel contesto dell’Osservatorio dei Comuni balneari realizzato dal Dipartimento di economia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Nel testo, i Comuni del G20s manifestano la necessità di poter adottare strategie che tengano in maggiore considerazione le specifiche peculiarità che contraddistinguono queste destinazioni e quindi idonei strumenti d’intervento progettati su misura. La pressione straordinaria che queste località vivono non solo influisce sulla domanda di servizi pubblici complessivi, ma determina una serie di altri costi e oneri che molto spesso sfuggono alle transazioni di mercato o alla fiscalità locale. Ciò si traduce in una limitata possibilità di manovra da parte delle amministrazioni locali a intervenire a causa di dotazioni organiche e finanziarie inadeguate, in quanto parametrate alla popolazione stabilmente residente e non a quella temporanea. Senza considerare che questi stessi Comuni si trovano a dover gestire aree importanti di demanio marittimo che, pur rappresentando il principale elemento di attrazione turistica, richiedono al contempo una costante e dispendiosa attività di manutenzione e protezione. Da qui le richieste delle località che compongono il network del G20s: la presa d’atto e il formale riconoscimento dello status giuridico di “città balneare” consentirebbe di definire un quadro normativo organico con l’eventuale attribuzione di ulteriori funzioni amministrative e di adeguate risorse finanziarie. La “città balneare”, in particolare, avrebbe maggiori competenze nelle materie di ordinamento degli enti locali, turismo, sicurezza e ordine pubblico, gestione dei rifiuti, gestione delle acque, gestione del demanio marittimo, tutela dell’ambiente e del territorio, in particolare contrasto all’erosione delle coste.

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